Final Table WSOP, prima grande chance per Duhamel

La lunga attesa per l’inizio del Final Table delle World Series of Poker sta finalmente per terminare. I nove giocatori rimasti in corsa inizieranno a darsi battaglia a partire dal 6 novembre fino al 9 presso il Rio di Las Vegas. La cosa particolare che salta all’occhio analizzando le statistiche di questi nove è che tutti tranne uno di loro sono già diventati milionari con il gioco del poker. Non che sia un aspetto capace di far diminuire in loro il desiderio di coprirsi di gloria e ottenere un ricco primo premio: il vincitore si intascherà quasi nove milioni di dollari, più l’ambitissimo braccialetto d’oro. Il montepremi è così elevato che il primo a essere eliminato percepirà comunque 800.000 $.

Il lato curioso di questo discorso è che l’unico a non essere ancora diventato milionario dei nove è l’attuale chip leader Jonathan Duhamel. Nato a Boucherville, Canada, nel 1987, Duhamel ha preferito interrompere gli studi – si stava specializzando in scienze economiche – per inseguire il suo sogno di diventare un campione di poker e guadagnare montagne di soldi. Per il momento però il suo progetto ha incontrato non pochi ostacoli, dal momento che è riuscito a collezionare “solo” 109.000 dollari andando a premio sette volte. La vittoria più cospicua è stata nel 2008 all’EPT di Praga, dove è terminato decimo vincendo 42.000$. Chiaro, quindi, come questo Final Table sia un’occasione da non perdere per Duhamel, che potrebbe così mettere le mani su un premio incredibile e per lui inedito.

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Il CIO sorveglia le scommesse sportive

Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Jacques Rogge ha recentemente confermato di aver istituito un servizio di sorveglianza che tenga sotto controllo i flussi di scommesse in relazione agli sport che saranno compresi nel programma Olimpico di Londra 2012. La struttura incaricata di questo lavoro, la International Sports Monitoring (ISM), andrà scrupolosamente alla ricerca di segnali che lascino supporre l’esistenza di qualche forma di truffa o scommesse illegali relative ai prossimi eventi mondiali targati CIO: i Giochi di Londra e i Giochi Giovanili di Inssbruck.

Rogge non si fa illusioni e dichiara: “So per certo che un giorno la corruzione nello sport arriverà a intaccare anche le Olimpiadi ed è proprio per questo che ho deciso di intervenire per tempo istituendo un organismo che ha già mosso in via sperimentale i primi passi durante gli ultimi Giochi di Pechino e Vancouver”. Nessun caso è stato riscontrato durante queste due manifestazioni nelle quali l’ISM ha agito come test. Ma “dal momento che le truffe e le scommesse illegali esistono, seppure con intensità e modi differenti, in ogni Paese – ha aggiunto ancora Rogge -  vuol dire che nessun luogo è escluso da questa minaccia”. Agendo in collaborazione con le maggiori agenzie di scommesse del mondo, il CIO si augura così di essersi mosso efficacemente e per tempo. Compito dell’ISM, organo istituito nel 2009, sarà quello di vigilare sullo svolgimento delle scommesse indagando i flussi dei bookmakers. Nel caso venisse rilevato qualche movimento sospetto relativo a qualche evento in particolare il CIO ne verrà messo a parte e partirà un’indagine.

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Gioca a poker con l’app della spia più sexy!

D’ora in poi i fan del poker hanno un nuovo modo per dilettarsi, perché potranno giocare a poker con la sexy-spia Anna Chapman. L’affascinante e misteriosa spia russa è infatti la protagonista di una nuova applicazione per iPhone nella quale sfida gli utenti a una mano a poker. Il giocatore che dovesse riuscire a batterla accederà a un’esclusiva gallery di foto sexy della bella Chapman e sarà automaticamente aggiunto come “amico” dal profilo Facebook della sexy spia, che terrà aggiornati tutti i suoi contatti tramite il proprio blog personale.

Angela Waters, marketing manager della società che ha sviluppato l’applicazione ha dichiarato: “Anna è da sempre una grande fan dei prodotti Apple. Usa da tempo Mac e iPhone e recentemente si è data all’iPad. Abbiamo scelto lei per lanciare il nostro prodotto perché è una ragazza alla moda e moderna”. Anna Chapman, che sembra sia anche una giocatrice di poker molto dotata, è diventata improvvisamente famosa dopo l’arresto subito a inizio anno negli Stati Uniti, dov’è stata accusata di far parte di un gruppo di dieci spie russe operanti all’interno del Paese. Dopo l’arresto è stata rimandata in Russia in uno scambio diplomatico tra i due Paesi ma, facendosi beffa del vecchio precetto del KGB secondo il quale una spia ritirata avrebbe dovuto chiudersi nell’anonimato, ha cominciato a far parlare di sé per alcuni scatti sexy pubblicati su alcune riviste. Ora è il volto di una nuova poker app.

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Vanessa Selbst: “Nel 2010 a nessuno importa che sono gay”

In poco tempo Vanessa Selbst si è fatta strada nel mondo del poker conquistando cinque apparizioni a prestigiosi final tables. Lo scorso aprile ha vinto il Main Event del North American Poker Tour assicurandosi una vincita da 750.000 dollari. Ha anche vinto un braccialetto d’oro alle World Series of Poker 2008, monile che ammette di “aver perso per un attimo”, spiegando: “Purtroppo dovrei prendere un po’ di peso per poterlo indossare al polso senza paura di vederlo scivolare via”. Vanessa è cresciuta a Brooklyn con il fratello e ha iniziato a giocare a poker con gli amici ai tempi del liceo prima di cominciare l’avventura dei tornei online. Una volta iscritta all’università (a Yale), a legge, non ha smesso di giocare.

Poco tempo fa, nonostante Vanessa Rousso avesse cercato di distoglierla dal proposito, la Selbst aveva deciso di “prendersi un anno sabbatico dal poker”. Ma dopo aver passato la scorsa estate a lavorare come stagista in uno studio legale, il richiamo del poker ha avuto la meglio ed è tornata a giocare  a tempo pieno, senza però interrompere gli studi. Sempre molto disponibile a parlare della sua omosessualità la Selbst non ritiene però ci sia molto da dichiarare in merito, d’altronde “Siamo nel 2010, a chi volete che importi se sono gay?”. La Selbst non ha neanche mai nascosto di amare lo sport, specialmente basket e tennis: “Per questo mi piace Las Vegas, qui puoi sempre trovare qualcuno pronto a giocare a tennis con te”, dichiara. Per tenersi in forma Vanessa mangia tanta insalata e cerca di andare in palestra ogni volta che le risulta possibile. “E’ difficile farlo quando sei impegnata in un torneo, specialmente quando arrivi in fondo. Ancora non ho trovato il giusto compromesso tra poker e palestra”.

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I consigli a tavola di Vanessa Rousso

Durante una recentemente la stella del poker Vanessa Rousso ha concesso qualche rivelazione circa la sua dieta ideale per essere sempre più performanti al tavolo da gioco. La 27enne professionista ha così rivelato come mangiare troppi carboidrati riduca concretamente le possibilità di avere successo in un torneo. “Uno dei segreti per andare fino in fondo in un main event è la resistenza fisica e mentale. Tenere traccia dei tuoi livelli sanguigni e non  assumere troppi carboidrati e zuccheri composti vi aiuterà nel corso di un torneo” ha dichiarato. “Quando gioco a poker inizio la giornata con una colazione a base di muesli e fiocchi d’avena. Sono gli unici carboidrati che assumo durante quella giornata. Inoltre bevo una spremuta d’arancia accompagnandola con uova bollite, che garantiscono la giusta dose di proteine”.

A tal proposito l’avvenente giocatrice franco-americana ha ricordato come lei mangi solo il bianco delle uova “Non mi piace il tuorlo” prima di raccontare un altro dei suoi segreti al poker. “Mia madre è davvero in gamba nel capire i comportamenti delle persone e mi ha insegnato molte piccole cose psicologiche. Comprendere le persone rappresenta il 50% dell’essere un buon giocatore di poker”.

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Communicate le date per l’Irish Poker Open 2011

L’Irish Poker Open 2011, uno dei tornei di poker più importante del vecchio continente, il prossimo abbraccerà un arco di tempo che va dal 22 al 25 aprile. Il torneo – con buy in da 3.500 $ – si svolgerà nei locali del Burlington Hotel a Dublino. Si tratta del torneo di poker più longevo di tutta Europa e non solo, dato che come anzianità è secondo solo alle World Series of Poker. Creato dall’irlandese Terry Rogers nel 1981, l’Irish Poker Open si è sempre ispirato proprio alle WSOP, candidandosi inizialmente come ideale surrogato europeo. La prossima sarà un’edizione da festeggiare, dato che sarà l’occasione per tagliare trenta candeline sulla torta di un evento la cui popolarità non ha mai cessato di crescere di anno in anno. L’edizione 2010 ha visto al via 708 giocatori, tra i quali a concludere trionfalmente è stato James Mitchell, che si è alzato dal tavolo con 600.000 euro in più sul conto in banca. Per il 2011 gli organizzatori dell’evento hanno pensato di raddoppiare lo stack, portandolo a 20.000 dalle 10.000 tradizionali.

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Record di partecipanti a un evento WSOP

Il 27enne semiprofessionista Brett Schwertley da Omaha (Nebraska) ha vinto il più affollato torneo di poker mai svoltosi nei sette anni di esistenza del circuito WSOP: 1.611 giocatori si sono infatti sfidati presso l’Horseshoe Casino in Hammond per il primo evento del campionato regionale che culminerà con il Main Event che avrà inizio lunedì 25 ottobre. Schwertley è riuscito a prevalere a questa folla di giocatori di poker che ha addirittura superato il record di partecipazioni fatto registrare l’anno scorso (1.412). Questa cavalcata eroica gli ha permesso di guadagnare un primo premio di 77.438 $ ma, soprattutto, l’ambitissimo braccialetto d’oro che era in palio.

La folla di iscritti a questo torneo è stata di tale portata che quando è iniziato, lo scorso 15 ottobre, ogni singolo posto di ogni tavolo da gioco era occupato. Quasi 200 giocatori sono stati costretti ad alternarsi ai tavoli andando a occupare le postazioni lasciate vuote da quelli che via via venivano eliminati dal gioco. Il ricambio è stato talmente vasto da scardinare i piani originari di far svolgere l’evento spalmandolo in due giorni di gioco. E’ stato infatti necessario aggiungere una terza giornata per poter arrivare a una scrematura fino al final table e, finalmente, determinare il vincitore.

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Soi Nguyen, unico non professionista al WSOP final table

Manca ormai davvero poco al final table del Main Event WSOP 2010. Diamo un’occhiata al profilo di Soi Nguyen, a tre settimane dal via dell’evento. “Sono stanchissime ed emozionato, ma davvero esausto al tempo stesso”, l’avevamo lasciato con queste dichiarazioni, rilasciate il giorno dopo la cavalcata trionfale che l’aveva portato a qualificarsi per il primo final table della sua carriera. Nativo di Santa Ana, in California, questo 37enne di origini vietnamite è il più vecchio tra i nove che si siederanno al tavolo finale. Non solo, perché la particolarità è che lui sarà anche l’unico non professionista di poker in gioco e anche quello con il numero di chip più basso di tutti.

Nonostante giochi a poker da vent’anni – ha imparato a giocare con gli amici – Nguyen lavora in una società che distribuisce materiale medico e intanto si diletta a giocare come semi-professionista. E’ riuscito a qualificarsi tra gli ultimi nove rimasti in corsa per il titolo dopo una maratona di otto giorni di gioco e quasi sei ore per decidere chi sarebbe arrivato al final table. Grande prestazione per un giocatore che era solo alla sua quarta apparizione a tornei live (nessuna vincita ancora) – oltre che alla prima comparsa alle World Series of Poker – eppure è riuscito la dove in molti più preparati hanno fallito: guadagnarsi una sedia per il final table.

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Harrington and Seidel nella Poker Hall of Fame

Ci sono due ingressi nella Poker Hall of Fame per il 2010. I nuovi membri sono Dan Harrington ed Erik Seidel, che hanno avuto l’onore di entrare a far parte del prestigioso club che riunisce i più grandi giocatori di sempre come membri numero 39 e 40. Vediamo le ragioni che hanno spinto i membri più anziani a tributare loro il più grande onore possibile per un giocatore di poker.

Dan Harrington ha vinto il main event delle World Series of Poker nel 1995, raccogliendo più di sei milioni di dollari in vincite, più un titolo del World Poker Tour, lungo una carriera che va avanti da 25 anni. Ha anche avuto modo di partecipare a quattro final tables del main event, con due apparizioni di fila (2003 e 2004). Per di più Harrington ha scritto alcune delle più autorevoli guide al gioco del poker. Erik Seidel ha invece vinto otto braccialetti WSOP ed è finito secondo al Main Event del 1988, quello la cui mano finale è stata inclusa all’interno del film di culto Rounders. La coppia in questione sarà ammessa ufficialmente nella Poker Hall of Fame con una cerimonia ufficiale che si svolgerà il prossimo 8 novembre al Rio, come anticipazione della fase testa-a-testa del main event delle WSOP. “Sono davvero onoratissimo di questa onoreficienza che mi viene consegnata, e per me il fatto di essere nominato nello stesso anno di Dan Harrington è un valore aggiunto” ha dichiarato Seidel. “Abbiamo giocato assieme e siamo sempre stati grandi amici per tutta la durata della mia carriera. Ho una così alta opinione di tutti i membri della Poker Hall of Fame con i quali ho avuto l’onore di giocare in questi anni che non posso che essere felicissimo di entrare a far parte della loro ristretta cerchia”.

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Hellmuth-Ivey, sfida al 20° braccialetto WSOP

“Tutto è nei record. Con i record puoi spiegare tutto! Ivey potrà anche battermi, ma non sarà mai migliore di me finché io avrò 17 o 18 braccialetti d’oro WSOP. E’ una sfida a chi raggiunge prima quota 20!”. Con queste parole Phil Hellmuth ha inteso liquidare la domanda su quando Phil Ivey batterà il suo record di braccialetti vinti. Al momento Hellmuth ne possiede 11 mentre Ivey, che risulta avere 12 anni in meno del rivale, ne ha accumulati 8 vincendo però con un ritmo nettamente superiore (7,3 l’anno contro lo 0,5 di Hellmuth). Ma chi è in concreto il migliore dei due assi del tavolo verde?

Lasciamo che siano le statistiche a parlare per loro. In quanto a denaro accumulato nei tornei live Ivey è indiscutibilmente il numero uno nella lista dei vincitori più ricchi di sempre, con 13.642.275 $. Hellmuth non è tanto staccato (2,2 milioni in meno) ma gioca a poker come professionista da molto più tempo ed è solo quarto nella All time money list. Per di più per conquistare i suoi braccialetti d’oro Ivey ha dovuto sconfiggere una media di 220 giocatori per ogni evento, mentre Hellmuth ha dovuto confrontarsi mediamente con 488 avversari, più del doppio. Riguardo le rispettive apparizioni ai final table Ivey ne h a collezionate 22 mentre Hellmuth è arrivato a quota 41 andando a premio 79 volte contro le 42 del più giovane collega. Ma questo dato, dando proprio un’occhiata alle differenze anagrafiche, potrebbe presto essere ribaltato, specialmente considerando i ritmi di vittorie di Ivey.

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