I benefici economici delle scommesse in Gran Bretagna

Uno studio condotto da Deloitte ha recentemente quantificato il contributo che l’industria delle scomesse apporta all’economia britannica. Secondo questa ricerca il mondo delle scommesse nel Regno Unito genera un volume di denaro che raggiunge i 6 bilioni di Sterline (quasi 10 milioni di $ e sette milioni di €!) e che da lavoro a qualcosa come 100.000 persone su tutto il territorio. Dati che dimostrano come la ricchezza generata dalle scommesse rappresenti lo 0.5% del prodotto interno lordo e riguardi lo 0,3% dei posti di lavoro totali. Nel solo 2008 il settore delle commesse ha contribuito direttamente a una crescita lorda di 3 bilioni di Sterline (raggiungendo il totale di 6 grazie alle ricadute benefiche su altri comparti produttivi). Tornando al fattore occupazionale, lo studio condotto da Deloitte ha quantificato in 700 milioni di £ i soldi finiti direttamente nelle tasche dei lavoratori del settore, 100 in meno dei profitti generati (al loro di tasse e interessi).

Industria del betting ed economia locale
L’obiettivo dello studio condotto da Deloitte era di comprendere nel dettaglio le ricadute e l’impatto prodotto dal settore delle scommesse. L’istituto di ricerca ha così rivelato che non solo questo settore ha effetti rivitalizzanti sull’economia locale di un territorio, ma sviluppa anche benefici dal punto di vista sociali, permettendo a lavoratori privi di specializzazione la possibilità di crescere. L’esempio portato nella ricerca è quello che sottolinea gli immensi benefici avuti nelle aree rurali britanniche grazie alle scommesse legate alle corse dei cavalli, che pure raccolgono solo il 15% dei guadagni totalizzati dal settore. A conclusione della ricerca Simon Oaten di Deloitte ha dichiarato con soddisfazione: “L’industria delle scommesse contribuisce in modo significativo all’economia britannica, ma rimane comunque soggetta a una grande competizione internazionale. Internet e i siti di scommesse on line aumentano il grado della sfida globale, questo deve suonare come uno stimolo per il governo, chiamato a creare le condizioni normative per competere a livello internazionale”.

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