Durante Poker in the Park 2010, la quarta edizione annuale della manifestazione londinese che quest’anno si svolgerà dal 2 al 3 settembre, si terrà la presentazione pubblica della nuova autobiografia di David ‘Devilfish’ Ulliott, l’ex scassinatore poi diventato un asso del poker. “Devilfish: The Life and Times of a Poker Legend” sarà presentato nel corso di un incontro pubblico alle 19.00 di venerdì, nel corso della seconda e ultima giornate di quello che può ben dirsi il festival di poker più grande d’Europa.
Devilfish ha scritto un libro davvero memorabile, che racconta della sua vita straordinaria: un uomo come lui, partito da una casa così modesta “che dovevamo dipingere i mobili sui muri per far finta di avere un arredamento”, con un’innata propensione al gioco d’azzardo e amici criminali, che è stato due volte in carcere per furto e scasso, che era solito portare una pistola e che è stato più volte coinvolto in risse da strada, possa poi finire con il diventare un onesto e rispettato campione di poker. Leggere il libro di Ulliot è davvero un’esperienza interessante. Pare di essere seduto con lui al tavolino di un pub sentendolo raccontare di come per lui il poker non rappresenti un modo facile di fare soldi ma una profonda esigenza di vita. Non importa da dove vieni, perché il poker ha un’attrazione magica che porta a sé chiunque abbia bisogno di un brivido per sentirsi vivo.
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